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    Su Pistoccu - il pane più antico della Sardegna



    Su Pistoccu
    Il pane più antico della Sardegna
    di Fabrizio Ligis



    Fare "SU PISTOCCU" in casa è a dir poco eccitante.
    Vederlo gonfiare come un pallone è uno spettacolo!!!

    Il Pistoccu è un pane tradizionale dell’Ogliastra in Sardegna che un tempo veniva preparato per essere consumato dai pastori, durante la transumanza o negli ovili lontano dai paesi, ma era anche il pane della servitù e dei meno abbienti.


    Se bagnato con acqua in superficie e avvolto da un canovaccio riacquista in pochi minuti, le caratteristiche di pane fresco.

    Le sfoglie di pasta sapientemente lavorate assumono forme diverse, rettangolari o circolari e anche un diverso spessore a seconda dell’usanza dei paesi.

    Il pistoccu è un pane adatto alla lunga conservazione, fatto di semola e di fior di farina, nelle varianti a base di cruschello o di farina d'orzo.

    Dopo la cottura nel forno a legna, il pistoccu fatto raffreddare è pronto per essere consumato (su pani lentu), ma generalmente questo non avviene perché i fogli vengono divisi in due parti con un coltello ed infornati per la seconda volta per essere biscottati.

    Questo procedimento gli conferirà il caratteristico aspetto e consentirà una lunga conservazione.

    Rispetto al pane carasau (o carta musica), la sfoglia del pistoccu presenta uno spessore nettamente superiore.

    Ringrazio la cookina @nna@ che ha postato ricetta del "Pane carasau fatto nel forno di casa..." che mi ha fatto ricordare alcuni passaggi che mia nonna Angelina eseguiva nella lavorazione del pane "su pistoccu" di Lanusei.


    Pistoccu tradizionale con patate


    Ingredienti:

    Farina di semola 0,5 kg.
    Farina di grano duro 0,5 kg.
    Patate 200 g
    Acqua 200 ml
    Lievito madre (o lievito di birra)
    20 g
    Sale 25 g

    Pistoccu tradizionale senza patate


    Ingredienti:

    Farina di semola 0,5 kg.
    Farina di grano duro 0,5 kg.
    Acqua 500/600 ml

    Lievito madre (o lievito di birra) 15 g
    Sale 20 g



    Procedimento ricetta con patate

    Sbucciamo e mettiamo a bollire le patate. A cottura ultimata, le scoliamo e le schiacciamo con i rebbi di una forchetta o con un l’apposito schiacciapatate, fino ad ottenere una purea.

    Mescoliamo le farine, le uniamo al lievito madre ("frammentu" o "imbonadori") o il lievito di birra disciolto in poca acqua tiepida, il sale e per ultimo le patate.

    Lavoriamo sulla spianata (sa mesa de fai pani) per circa un'ora fino ad ottenere un impasto omogeneo.

    Lasciamo lievitare per due ore in luogo caldo.

    Dopo la lievitazione suddividiamo in pani di peso uguale che dopo un breve riposo vengono stesi col mattarello e ridotti in sfoglie della forma desiderata.

    Per questa ricetta ho preferito la forma rettangolare tipica della tradizione di Lanusei in Ogliastra.

    Infornare con "sa paila" a 200° C fino a quando i fogli si gonfiano (circa 20 min.).

    Lasciamo raffreddare. Tagliamo in due parti con un coltello con lama dentellata e li rinforniamo per pochi minuti fino a raggiungere il caratteristico aspetto lievemente dorato.


    Procedimento ricetta senza patate

    Mettiamo la farina in una grande ciotola “sa xivedda” , uniamo il lievito sciolto in poca acqua, versiamo a poco a poco l’acqua tiepida, impastiamo gli ingredienti, uniamo il sale disciolto nell'acqua rimanente.

    L'impasto ha richiesto una idratazione del 56% (560 ml per chilo di farina).

    Trasferiamo la massa sulla spianatoia e la lavoriamo sino ad ottenere un impasto liscio e elastico.

    Tempo d’impastamento con l'impastatrice planetaria: 20-30 minuti.



    Spezziamo l’impasto in otto parti di peso uguale che lavoriamo sulla piano di lavoro per formare delle pagnotte che lasciamo riposare per 15/20 minuti.

    In Sardegna si usa una cesta chiamata "sa corbula" dove le pagnotte vengono disposte l'una accanto all'altra, separate dalle pieghe
    del telo e tenuta in un posto riparato e caldo.






    Riprendiamo le pagnotte una ad una e le stendiamo col matterello delle sfoglie sottili del diametro di 30-40 cm, il più regolari possibili e dello spessore uniforme di circa 2-3 mm. Le forme variano in base alla tradizione di ciascun paese e possono essere: circolari, rettangolari, quadrate e ovali. (vedi sotto la ricetta originale con le forme tradizionali di Bari Sardo e Loceri)




    Disponiamo ordinatamente le forme di pane "pistoccu" tra gli strati di telo di lino o cotone infarinati con la semola.

    Prima di coprire con l'altro strato di telo, infariniamo anche la parte superiore del pane.

    A questo punto avvolgiamo il tutto prima con un telo di plastica poi copriamo con un panno o coperta di lana. Nel passato le anziane zie sarde facevano lievitare il pistoccu in strati di tessuto di orbace.

    L'orbace è un tessuto di lana ottenuto mediante una specifica lavorazione che risale ad epoche molto antiche (probabilmente questo tessuto era già usato per il vestiario dei soldati dell'antica Roma). La particolarità dell'orbace, ottenuto selezionando i peli più lunghi durante la fase della cardatura, era quella di aver subito, dopo la tessitura, un processo di follatura che ne provoca l'infeltrimento, in modo da ottenere un panno robusto ed impermeabile. (Fonte: Wikipedia)

    Nella mia abitazione ben riscaldata è stato sufficente coprire le forme con un telo di cotone e riporre il tutto in un luogo riparato, come mostrano sopra le fotografie in sequenza.


    Lasciamo lievitare da 1 a 3 ore o fino a quando vediamo che le forme iniziano a crescere leggermente di spessore e si nota la formazione di lievi rigonfiamenti dovuti alla buona lievitazione.

    I tempi di lievitazione sono variabili e dipendono dalle condizioni di temperatura e umidità dell'ambiente.

    Per spostare la sfoglia dalla spianatoia al telo, e poi dal telo alla pala occorre l'attenzione di rovesciarla velocemente prima sul dorso di una mano e poi la farciamo scivolare sopra il dorso dell’altra mano.




    Questo metodo eviterà di tirare o schiacciare la pasta e di deformarla che comprometterebbe la corretta e uniforme lievitazione con la conseguenza che il pane non si gonfiebbe completamente in cottura.

    Mettiamo la pietra refrattaria nella parte bassa del forno e la facciamo scaldare impostando il termostato alla massima temperatura.

    Abbiamo la necessità di raggiungere in camera di cottura una temperatura non meno di 240°/250° C; è senz'altro più idoneo un forno professionale che raggiunge facilmente temperature ancora più elevate.

    A temperature più basse "su pistoccu" stenta a crescere e non si gonfia completamente; ciò è dovuto allo spessore della sfoglia, più erta rispetto a quella del "pane carasau".

    Accendiamo il grill una decina di minuti prima d'infornare per scaldare anche la parte alta del forno.




    Inforniamo il pane uno alla volta e in pochi minuti si gonfierà.


    Suggerimenti:

    • usiamo un termometro da forno per misurare la temperatura che dovrà essere costantemente alta. Inoltre teniamo acceso il grill quando inforniamo affinchè anche la parte alta del forno sia sempre molto calda. Tra un' infornata e l'altra scaldiamo la pietra refrattaria affinchè sia sempre molto rovente;


    • prima d'infornare il pistoccu possiamo fare una prova con un pezzetto di sfoglia che andremo a mettere nel forno. Se si gonfia subito il pistoccu è pronto per la cottura altrimenti occorre attendere ancora.



    Appena la sfoglia si è gonfiata la sforniamo facendo attenzione di non scottarsi con eventuali sbuffi di vapore; mentre il “pistoccu” è ancora caldo lo tagliamo in due con un coltello.



    Sovrapponiamo le due sfoglie ottenute su un vassoio tondo (*), con la parte ruvida verso l’alto, copriamo con un telo, poi mettiamo sopra la pila un altro vassoio e dei pesi per schiacciarle.

    (*) I vassoi si acquistano al supermecato o si riciclano i sotto torta della pasticceria.

    Inforniamo le singole sfoglie in successione, una dopo l'altra e procediamo con la stessa modalità di prima.

    Lasciamo che le sfoglie messe sotto i pesi si raffreddino, poi accendiamo il grill e le rinforniamo una alla volta fino a ottenere la classica doratura in superficie.




    Il pane biscottato assume la caratteristica di conservarsi inalterato per alcuni mesi.





    Su Frammentu o Fromentu


    Versiamo una manciata di crusca in una tazza di acqua tiepida e la lasciamo in ammollo per 15 minuti.

    Trascoso questo tempo si filtra il tutto con un colino.


    Con il liquido si impasta della farina integrale di grano duro fino a che si ottiene un impasto consistente ed omogeneo.

    Si forma una palla, si mette in una ciotola di ceramica o terracotta ”sa xivedda”, si incide a croce, si copre con un panno e si lascia riposare in luogo caldo/tiepido per 48 ore.

    Dopo le 48 ore se non ci sono segni di fermentazione si butta tutto.

    Se appaiono segni di fermentazione, si aggiunge il liquido di macerazione della crusca, ancora farina integrale, si impasta nuovamente, si forma la palla, si incide la classica croce e si lascia a lievitare sempre in luogo tiepido per 24 ore.

    Si continua a rinfrescare “su frammentu” tutti i giorni per almeno una settimana.

    Sono consigliate le farine "grezze" perchè più ricche di principi nutritivi che facilitano la buona riuscita del "lievito sardo".



    Curiosità: Il pane più antico della Sardegna è "Su pistoccu".

    Il suo nome risale probabilmente dalla storia di Roma antica, dove le antiche corporazioni di fornai erano chiamate "Pistores".

    E' un pane caratteristico, secco, usato così come nelle popolazioni e nelle cucine del Medio Oriente, come un piatto per servire il cibo.

    Secondo il territorio in cui è prodotto assume nomi diversi e varianti sia nella foggia sia nello spessore.

    I luoghi d’origine sono nel centro Sardegna, Ogliastra e Barbagia, ma diffusissimo oramai su tutto il territorio regionale.



    La farina per il pane "SU PISTOCCU"


    Nella mia preparazione ho usato una miscela di farine di grano duro che ho acquistato direttamente nel molino di Puddu Marianna in Barisardo (OG) con le seguenti proporzioni:

    1 kg Farina Integrale

    3 kg Farina rimacinata

    1 kg Farina “civargiu”





    MOLINO ARTIGIANO CEREALI
    ditta Puddu Marianna

    Via Garibaldi, 25
    08042 Bari Sardo (OG)
    Tel./Fax 0782 29324

    Acquistare la farina direttamente in un molino in Sardegna si ha il vantaggio di ricevere la miscela giusta di farine di grano duro pronta per l'uso, per una buona riuscita del pane "su pistoccu".


    La ricetta originale con le tradizionali forme di:

    Bari Sardo e Loceri




    Ingredienti:
    1Kg miscela di farine (Molino di Puddu Marianna)

    Acqua 500/600 ml

    Lievito madre (o lievito di birra) 10 g
    Sale 10/15 g

    Precisazioni

    La composizione della miscela di farine di grano duro è indicata sopra.

    La farina "civargiu" è una farina di grano duro macinata grossolanamente ottima anche per fare il cuscus.

    Il sale può variare secondo i gusti e l'esperienza acquisita. Meno sale si mette nell'impasto, più facilitiamo la lievitazione. La giusta salinità si misura immergendo il dito nell'acqua salata e assaporandola; il sale non si deve mai sentire troppo.

    Mescolare il sale nell'acqua tiepida (500 ml.) con la farina e il lievito disciolto in poca acqua tiepida
    (60 ml).

    Possiamo aggiungere gradatamente altra pochissima
    acqua se richiesto dall'impasto.

    Si impasta a mano sulla spianatoia oppure con l'impastatrice.

    Si lascia lievitare l'impasto in una ciotola (in Sardegna si usa "sa xivedda" di terracotta) per 1 ora circa (con lievito di birra) o fino al raddoppio dell'impasto.



    Al termine della lievitazione si rovescia l'impasto sulla spianatoia infarinata e si lavora per dargli la forma di un cilindro.

    Si taglia in pezzi uguali da 150/200 g,



    lavoriamo
    l'impasto pochi minuti per formare delle pagnotte.



    Disponiamo le pagnotte su un telo in una cesta o nella corbula, ben distanziate o l'una accanto all'altra separate dalle pieghe del stesso telo. Copriamo con un altro telo e lasciamo riposare 15/20 minuti.




    Vista la modica quantità ho lasciato le pagnotte riposare direttamente sulla spianata.


    Ora prendiamo una pagnotta alla volta e la schiacciamo con il palmo della mano e con il mattarello tiriamo una sfoglia sottile di 2-3mm circa.



    Le forme che dovremo ottenere saranno ovali (Bari Sardo) oppure rettangolari (Loceri).

    Possiamo facilitarci con la sfogliatrice (tipo Imperia o detta anche "nonna papera") oppure con l'accessorio dell'impastatrice planetaria.




    Per i primi passaggi che servono per raffinare l'impasto mettiamo il cilindro alla massima apertura.

    Per tirare la sfoglia mettiamo alla 3^ misura. La sfoglia del pistoccu non deve essere mai troppo sottile.

    Per il pistoccu di Bari Sardo la sfoglia sarà corta e tendente all'ovale mentre per il pistoccu di Loceri faremmo una sfoglia lunga, il più rettangolare e regolare possibile.

    Tagliamo la sfoglia sulla spianatoia con una rondella liscia in rettangoli.



    Le singole sfoglie così ottenute devono essere riposte tra gli strati di telo di lino o cotone infarinati con la semola.



    Lasciamo riposare ancora qualche minuto o fino a quando "su pistoccu" è pronto per la cottura (*).

    (*) Infornare un pezzetto di sfoglia "di prova". Se si gonfia subito il pistoccu è pronto per la cottura altrimenti lo lasciamo lievitare ancora qualche minuto. Consiglio di lasciare da parte qualche ritaglio di pasta da destinare a questo scopo.

    Per la cottura nel forno di casa seguire il procedimento precedentemente indicato.




    Dopo la cottura attendiamo che
    il pane si raffredda, lo tagliamo per metà in orizzontale con un coltello e inforniamo per 4/5 minuti per biscottarlo.





    Le ricette con "su pistoccu"


    Il pistoccu per la sua consistenza è l'ideale per foderare i vassoi di carni arrostite alla griglia o allo spiedo.

    Il fondi di cottura che colano dalle carni appena cotte vengono assorbiti dal pane che si ammorbidisce e si insaporisce per la gioia del nostro palato.

    Si accompagna bene anche con minestre e zuppa di pesce.

    Ottimo per lo spuntino alla sarda se guarnito con pomodoro, salumi e formaggi e accompagnato da un buon vino rosso Cannonau di Jerzu.

    Può diventare una deliziosa merenda. Bisogna bagnarlo velocemente con dell'acqua, quindi stendere un velo di burro e una spolveratina di zucchero semolato.



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  2. #2
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    ma solo io non vedo le foto???

    ...solo se sei veramente felice,
    puoi dire di essere libero
    ....
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  3. #3
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    Salve,

    Citazione Originariamente Scritto da gioella Visualizza Messaggio
    ma solo io non vedo le foto???
    Ciao,

    io ho sempre dei problemini di caricamento delle foto che impiegano una quaresima prima di essere registrate in galleria.

    Procedo per passi graduali altrimenti il computer si disconnette dal server di Cookaround e addio!!

    Tra breve metto delle foto ... ma oggi procedo con l'ennesima infornatura ... e le metterò alcune fresche, fresche man mano che procedo con la lavorazione...

    A presto

    Fabrizio
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Ciao,

    io ho sempre dei problemini di caricamento delle foto che impiegano una quaresima prima di essere registrate in galleria.

    Procedo per passi graduali altrimenti il computer si disconnette dal server di Cookaround e addio!!

    Tra breve metto delle foto ... ma oggi procedo con l'ennesima infornatura ... e le metterò alcune fresche, fresche man mano che procedo con la lavorazione...

    A presto

    Fabrizio
    io ormai in galleria carico una foto per volta altrimenti niente da fare, non mi carica nulla, ci metto un pò di più ma almeno riesco,
    buon lavoro!!

    ...solo se sei veramente felice,
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da gioella Visualizza Messaggio
    io ormai in galleria carico una foto per volta altrimenti niente da fare, non mi carica nulla, ci metto un pò di più ma almeno riesco,
    buon lavoro!!
    io apro diverse pagine....così carico più di una foto


    il pane è uguale a quello che si trova al super???......ammiro la bravura dei sardi..........ma è l'unico pane che non mi piace
    Anna Maria

  6. #6
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    Su Pistoccu

    Citazione Originariamente Scritto da Ciokkyna Visualizza Messaggio
    io apro diverse pagine....così carico più di una foto


    il pane è uguale a quello che si trova al super???......ammiro la bravura dei sardi..........ma è l'unico pane che non mi piace
    Può non piacere perchè è un pane secco e biscottato e non tutti sanno che deve essere ammorbidito prima di degustarlo con le carni, salumi e formaggi oltre che accompagnato da un bel bicchiere di Cannanau di Jerzu.

    Per consumarlo occorre prendere un sfoglia di pane alla volta e irrorarlo d'acqua su entrambi i lati.

    In una ciotola larga si immerge pochi secondi nell'acqua e si posano
    uno sull'altro su un canavaccio.

    Chiudiamo il canavaccio e lasciamo riposare coperto per una decina di minuti.

    Io che ho un po di esperienza e anche per fare prima li inumidisco con un filino d'acqua sotto il rubinetto della cucina.

    Serviamo tavola e apriamo il canavaccio e ciascun commensale potrà prendere una parte di pane che è miracolasamnte ritornato fresco e con un buon profumo di grano duro.

    Hai mai provato a mangiarlo così? Oppure tornato morbido spalmaci la nutella e arrotola il pistoccu, non puoi immaginare che bontà!!!.

    FABRIZIO





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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Può non piacere perchè è un pane secco e biscottato e non tutti sanno che deve essere ammorbidito prima di degustarlo con le carni, salumi e formaggi oltre che accompagnato da un bel bicchiere di Cannanau di Jerzu.

    Per consumarlo occorre prendere un sfoglia di pane alla volta e irrorarlo d'acqua su entrambi i lati.

    In una ciotola larga si immerge pochi secondi nell'acqua e si posano
    uno sull'altro su un canavaccio.

    Chiudiamo il canavaccio e lasciamo riposare coperto per una decina di minuti.

    Io che ho un po di esperienza e anche per fare prima li inumidisco con un filino d'acqua sotto il rubinetto della cucina.

    Serviamo tavola e apriamo il canavaccio e ciascun commensale potrà prendere una parte di pane che è miracolasamnte ritornato fresco e con un buon profumo di grano duro.

    Hai mai provato a mangiarlo così? Oppure tornato morbido spalmaci la nutella e arrotola il pistoccu, non puoi immaginare che bontà!!!.

    FABRIZIO





    lo provo con la nutella..............
    Anna Maria

  8. #8
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    grazie Fabrizio per questa splendida ricetta della tradizione,io amo il pane sardo soprattutto "su moddizzosu", se puoi postaci anche quello

  9. #9
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    da provare appena saràpronto il forno a legna

    Cucciolo ci manchi!!!

    -0-



  10. #10
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    Caro Fabrizio, complimenti per la realizzazione del pistoccu in casa!

    capisco che sia stato un lavoro faticoso, ma non ti era rimasta un po' di energia per citare il
    mio post che fa bella mostra di sé qui sul forum già da quasi 6 anni?

    credo sarebbe stato carino da parte tua, visto e considerato che, oltre a considerarlo una fonte attendibile della ricetta (cosa che mi fa sentire molto lusingata), ti sei anche abbondantemente ispirato alle mie parole


    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio

    In questa fase della lavorazione NON FATELE LIEVITARE (le bolle di lievitazione impedirebbero di ottenere delle sfoglie lisce e omogenee).

    Riprendiamo le pagnotte una ad una e le stendiamo col matterello per ricavare delle sfoglie più o meno sottili, ma di spessore uniforme, di forma circolare o rettangolare e il più regolare possibile.
    Citazione Originariamente Scritto da @nn@ Visualizza Messaggio
    SENZA FARLE LIEVITARE (è importante: non devono esserci bollicine sennò le sfoglie non risulteranno lisce e omogenee come devono essere) riprendere le pagnotte una ad una e lavorandole col matterello ricavare dei dischi più o meno sottili, ma di spessore uniforme, e di forma circolare, il più possibile regolare.
    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Disponiamo le forme che si ottengono tra strati di telo di cotone ben infarinati (infariniamo anche il lato superiore del pane prima di coprire), avvolgiamo il tutto prima con un panno di lana (o una coperta), poi con un telo di plastica (oppure mettiamo il tutto in una busta di plastica molto grande) e lasciamo lievitare per 1 o 2 ore (dipende dalla temperatura e umidità dell’ambiente).

    Nel manipolare le sfoglie, in tutte le fasi, evitare di tirare la pasta o di deformarla con le dita, per spostarli dalla spianatoia al telo, o poi dal telo alla pala rovesciarli velocemente prima sul dorso di una mano e poi farci scivolare sotto il dorso dell’altra mano.
    Citazione Originariamente Scritto da @nn@ Visualizza Messaggio
    Disporre i dischi via via che si ottengono tra strati di strofinacci di cotone ben infarinati (infarinare anche il lato superiore del disco prima di coprire), avvolgere il tutto prima con un panno di lana (o una coperta), poi con un telo di plastica (o infilare il tutto in una busta di plastica molto grande) e lasciar lievitare per 1 o 2 ore (dipende dalla stagione o comunque dalla temperatura della stanza). Nel maneggiare i dischi di pasta, in tutte le fasi, evitare di tirare la pasta o deformarla con le dita, per spostarli dalla spianatoia al telo, o poi dal telo alla pala (o qualsiasi cosa di arrangiato si usi per infornare) rovesciarli prima sul dorso di una mano e poi farci scivolare sotto il dorso dell’altra mano… non so come spiegarlo…
    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Nel frattempo scaldare il forno e la pietra refrattaria alla temperatura massima per 45 minuti nella parte bassa del forno.

    Poi accendiamo il grill per una decina di minuti per scaldare anche la parte alta del forno.

    Inforniamo il pane uno alla volta e in pochi minuti si gonfieranno.
    Citazione Originariamente Scritto da @nn@ Visualizza Messaggio
    Intanto scaldare il forno e la lastra refrattaria alla temperatura massima (io l’ho fatto scaldare per 45 minuti con la lastra in alto, poi ho acceso il grill per una decina di minuti come spiega Luca, poi però ho spostato la lastra nel penultimo ripiano perché le sfoglie dovrebbero gonfiarsi molto), quindi infornare i dischi uno alla volta e sperare che si gonfino come palloni!
    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Appena la sfoglia si è gonfiata la togliamo dal forno facendo attenzione ad eventuali sbuffi di vapore; mentre il “pistoccu” è ancora caldo lo tagliamo in due con un coltello.

    Sovrapponiamo le due sfoglie ottenute su un vassoio, con la parte ruvida verso l’alto, copriamo con un telo, poi mettiamo sopra la pila un altro vassoio e dei pesi per schiacciarle.
    Inforniamo le altre sfoglie di “pistoccu” e procediamo con la stessa modalità.
    Citazione Originariamente Scritto da @nn@ Visualizza Messaggio
    appena la sfoglia si è gonfiata toglietela dal forno e (attenti agli sbuffi roventi di vapore) mentre il “pallone” è ancora caldo spaccatelo in due con un coltello (un po’ come fareste con un panino per imbottirlo), sovrapponete le due sfoglie ottenute su un vassoio, con la parte ruvida verso l’alto, coprite con un telo, poi mettete sopra un altro vassoio e dei pesi per schiacciarle.
    Infornate gli altri dischi di pasta e procedete nello stesso modo
    Citazione Originariamente Scritto da Fabrizio Ligis Visualizza Messaggio
    Lasciamo che le sfoglie messe sotto i pesi si freddino, poi le rinforniamo una alla volta sotto il grill (la lastra refrattaria non serve più) e le biscottiamo facendole dorare a piacimento.
    Citazione Originariamente Scritto da @nn@ Visualizza Messaggio
    Lasciate che le sfoglie messe sotto i pesi si freddino (resteranno comunque morbide), poi infilatele una alla volta sotto il grill (ormai la lastra refrattaria non serve più) e biscottatele facendole dorare a piacimento.

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